Domenica, Settembre 22, 2019
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IncontroRifutiZero07052019

Giovedì 2 maggio a Oggiono, alle ore 20.45, presso la sala consiliare del Comune si è tenuto il dibattito pubblico sulla gestione dei rifiuti. Erano presenti i candidati sindaci dei comuni di Valmadrera, Malgrate, Oggiono, Galbiate, Annone e Civate.

Riportiamo nel seguito le risposte del nostro candidato Antonio Rusconi alle domande del coordinamento lecchese Rifiuti Zero.

 1) Come intende agire nei prossimi anni relativamente alla gestione dei rifiuti ed in particolare come pensa a livello locale di attuare quanto previsto dalle direttive Europee relative alla economia circolare? (Pacchetto economia circolare 4 luglio 2018 per una forte riduzione del rifiuto prodotto, una crescente percentuale di prodotto riciclato e contestualmente una drastica riduzione della quota di rifiuti smaltiti in discarica ed incenerimento)

Il Comune di Valmadrera, si è espresso a livello di Giunta e Consiglio Comunale, con atti amministrativi molto chiari sia in fase di approvazione della convenzione per l'autorizzazione all'occupazione del sottosuolo per la realizzazione dell'eventuale rete di teleriscaldamento, sia approvando, con voto contrario di parte della minoranza, un ordine del giorno che segna la via d'uscita dall'incenerimento.

Valmadrera, grazie al "regolamento per la gestione dei rifiuti urbani" approvato nel 2011 in Consiglio Comunale da questa stessa maggioranza, aveva tracciato delle linee di indirizzo che hanno permesso due risultati di notevole importanza:

  • aumento della raccolta differenziata, balzata in avanti di 12 punti percentuali in un solo anno e poi aumentata ancora di circa 5 punti negli anni successivi (oggi, con il nuovo sistema di calcolo, Valmadrera è oltre il 70% di R.D.);
  • diminuzione della componente estranea nel secco viola. Valmadrera è oggi a circa il 7% di componente estranea contro una media provinciale di oltre il 20%

Non lasciamoci però ingannare da alcuni comuni della nostra provincia che superano l'80% perchè poi scopriamo che in quei paesi, con pochi abitanti, c'è la presenza di una componente (quasi sempre il verde proveniente da grosse aziende florovivaiste) che “sballa” la statistica. Certo si può e si deve migliorare ancora, ma oggi l'importante non è solo aumentare la R.D., ma diminuire la produzione dei rifiuti.
Gli imballaggi sono l'elemento su cui agire in modo prioritario, ma per far questo abbiamo bisogno di un governo che recepisca in fretta le direttive comunitarie. Sempre dal governo occorre che escano decreti e regolamenti che rendano chiari e trasparenti i consorzi di filiera. Occorre infine favorire le esperienze di alcune imprese che investono in innovazione verso il recupero di materie prime, non come avviene ad esempio in Veneto dove un cavillo di una norma regionale impedisce ad un'azienda di rimettere in circolo i materiali recuperati dai pannolini assorbenti.
Per quanto riguarda gli imballaggi noi abbiamo già fatto una piccola, ma importante parte, ad esempio concedendo in uso gratuito a una società il terreno su cui posizionare due impianti di erogazione di acqua. Favoriremo anche altre installazioni delle così dette “casette dell’acqua”. Per le nostre mense (scuole e casa riposo) escluderemo dai capitolati di gara dei bandi la possibilità di ricorrere a stoviglie di plastica. Sempre in tema di riduzione dei rifiuti sosterremo quegli eventi locali che nella somministrazione escludono il ricorso a stoviglie mono-uso, ammettendo solo quelle compostabili e soprattutto chiederemo alle nostre associazioni di effettuare durante le manifestazioni una corretta raccolta differenziata.
In conclusione sarà fondamentale sostenere e verificare l’attuazione delle linee di indirizzo rivolte al Cda di Silea e recentemente approvate dall’Assemblea.

2) Intende introdurre ed entro quali tempi sistemi di raccolta e tariffe premianti come la tariffazione puntuale che oltre a favorire la crescita della raccolta differenziata risponde al principio di pagare il “giusto” e cioè all’effettivo utilizzo del servizio di smaltimento? (chi più produce rifiuti indifferenziati più paga)

Valmadrera ha già comunicato a Silea il proprio interesse a partire con la raccolta differenziata. Valmadrera intende confermare l’adesione e conta che anche Malgrate e Civate facciano altrettanto in tempi celeri per poter formare un bacino di utenze omogenee di oltre 20.000 abitanti. Poi bisognerà capire in termini di tariffazione come ci si porrà nei confronti dell’ARERA, anche perché un conto è prendere una decisione politica sulla tariffa di applicare che è premiante per chi ricicla, un altro è quello di determinare la tariffa in base ai costi relativi a ciascuna frazione di rifiuto. Anche per questi aspetti è importante che il Governo intervenga in modo chiaro altrimenti in ambito locale spetta solo l’applicazione della norma e non la decisione politica di puntare sulla premialità. Anche sull’ipotizzata riduzione dei rifiuti sarà molto importante fare come già oggi Valmadrera fa, ovvero vigilare e sanzionare i comportamenti scorretti. Affinchè alcuni cambiamenti avvengano occorre avere anche il coraggio di essere impopolari.

Bisogna premettere che la Tariffazione puntuale è ovviamente una metodologia di raccolta più equa. Va però chiarito a tutti che poiché il costo della raccolta ed igiene urbana incide per il 70%, mentre il costo degli smaltimenti/recuperi solo del 30%, i comuni e conseguentemente i cittadini non si dovranno aspettare risparmi particolari. In altre realtà dove già hanno adottato questo modello si è verificato che i rifiuti indifferenziati sono diminuiti all’origine, ma sono aumentati dopo il trattamento. Anche la società Contarina, riconosciuta come un modello di virtuosità deve smaltire, a valle dei suoi impianti di trattamento 70.000 t/a attraverso termovalorizzatori, cementerie e discariche.
Ci vorrà dunque un impegno educativo fondamentale per far capire che il primo risparmio non sarà in denaro ma in “minor rifiuti”.

3) Relativamente all’inceneritore di Valmadrera vi attiverete a livello di assemblea di coordinamento per promuovere in tempi rapidi il superamento dello stesso? (ricordiamo che già il DCR 209 del 3/12/2013 si proponeva un piano di decommissioning per gli inceneritori lombardi) **

Il piano di decommissioning non è più stato portato avanti da Regione Lombardia anche perchè superato dal decreto cosiddetto "Sblocca Italia" adottato dal governo Renzi e dal successivo DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 agosto 2016 che ha reso gli impianti di termovalorizzazione di "interesse nazionale". I decreti citati non sono stati abrogati, quindi al momento l'eventuale decisione in merito alla chiusura di impianti di termovalorizzazione è di competenza esclusiva di Ministero Ambiente e di Regione Lombardia. Regione Lombardia dovrà licenziare il nuovo piano Regionale dei Rifiuti fra l’anno in corso e il 2020. Inoltre va evidenziato che la nuova autority di regolazione (ARERA) ha determinato che i termovalorizzatori sono parte integrante dell’economia circolare (gerarchia dei rifiuti) senza questi il ciclo non si chiude, mentre ha escluso le discariche che dovranno essere utilizzate solo per il 10% e solo per i rifiuti inerti e non combustibili, decadenti dal trattamento dei rifiuti. Tenendo conto di tutto ciò l'assemblea dei soci di Silea ha già votato delle linee di indirizzo che parlano di riconversione TECNICA E TECNOLOGICA alla scadenza della attuale autorizzazione (2032).

Noi, come Comune di Valmadrera, siamo pronti ad attivarci e l’abbiamo dimostrato con atti amministrativi, in particolare contribuendo a scrivere e sostenendo l’approvazione dell’atto di indirizzo approvato dall’assemblea dei soci di Silea in cui si tracciano le direttive che la società dovrà seguire per creare i presupposti del superamento dell’incenerimento dei rifiuti. Purtroppo la Regione non sta facendo altrettanto, anzi, l’Assessore Cattaneo è uno strenuo sostenitore dei forni inceneritori o termovalorizzatori.
Anche in questo caso Governo centrale e Regione hanno un ruolo determinante.
Non si può oggi dire in campagna elettorale chiudiamo i forni senza fare un piano di decommissioning e poi girare per impianti dicendo che sono il massimo delle politiche dei rifiuti. Occorre chiarezza e trasparenza anche in questo caso. La Provincia di Lecco ha saputo in passato essere l’eccellenza nazionale in materia di rifiuti. Noi vogliamo che torni ad esserlo e faremo la nostra parte. Governo e Regione però devono fare leggi e non lanciare slogan contradditori.

4) Proporrà una chiusura anticipata rispetto alla scadenza dell’AIA (2032)? In alternativa proporrà una limitazione all’utilizzo dell’inceneritore incenerendo solo rifiuti urbani locali e cioè le circa 50.000 tonnellate di rifiuto indifferenziato raccolto? (In questo modo si potrebbe cominciare ridurre significativamente l’emissione di inquinanti e di CO2)

E’ esattamente l’obiettivo che ci proponiamo incentivando la riduzione del RSU attraverso le politiche esposte al punto 1.
Ricordiamo però che oltre ai 47/48.00o ton. di indifferenziato la provincia produce circa 10.000 ton. di ingombranti, circa 1.300 ton. di frazione estranea e 2.500 ton. di plastica destinata a recupero energetico da selezione del sacco multipesante.
Siamo perfettamente d’accordo sulla proposta e l’abbiamo sostenuto in tutti gli atti amministrativi, per ultimo dande un parere negativo alla conferenza di servizi che ha autorizzato l’impianto alla massima capacità termica. Peccato poi che anche in questo caso Regione Lombardia abbia agito in modo diverso e non ha tenuto in considerazione la nostra delibera di Giunta. Silea è una società a intero controllo pubblico (questa è stata la volontà di questa maggioranza mentre altri candidati hanno votato contro) e per noi deve continuare ad esserlo perché solo così deve rispondere al volere della politica e non di interessi economici. Perchè solo così può decidere di investire in migliorie tecniche per abbattere le emissioni anche se già vengono rispettati ampiamente i limiti imposti dalla legge. Oggi le norme ci dicono che i forni devono funzionare alla massima capacità termica.
Valmadrera ha già detto chiaramente, con atti amministrativi, che non permetterà la realizzazione di alcuna rete se il proponente l’impianto non dimostrerà la volontà e capacità tecnica di alimentare la rete , entro al massimo il 2032, a fonti rinnovabili, escludendo in modo assoluto il ricorso a rifiuti e fonti fossili. Se così non fosse non verranno concesse le autorizzazioni allo sfruttamento del sottosuolo.

5) Come saprà il Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero ha finanziato e fatto realizzare da società (ST Cinisello) qualificata uno studio alternativo a quello prodotto per l’analisi epidemiologica delle ricadute degli inquinanti dell’inceneritore. I risultati ottenuti sono significativamente diversi. Pertanto si attiverà per chiedere ad ATS Monza che i dati sanitari già raccolti dei comuni di Galbiate, Lecco, Malgrate, Civate, Annone e Suello ed utilizzati per l’analisi epidemiologica fatta debbano essere anche valutati alla luce di questa nuova mappa? (a fronte di una spesa limitata si verrebbe incontro alle richieste di trasparenza e di rispetto del principio di precauzione)

La salute dei propri cittadini è un elemento che deve stare sempre al centro dell’attenzione di ogni Sindaco. A me risulta che sia già stato chiesto un parere all’A.T.S. e che questa stia aspettando i dati del vostro studio per esprimersi. Se A.T.S. riscontrerà la necessità di ampliare lo studio epidemiologico anche verso altri comuni rispetto a quelli inizialmente valutati, come Valmadrera non potremo che sostenere quanto A.T.S. ci richiederà.

6) Relativamente al progetto di Teleriscaldamento il cui appalto sembra prossimo: come valuta tale progetto? Laddove si parla in futuro di alimentazione da fonti rinnovabili si muoverà per chiedere preventivamente che il progetto preveda esclusivamente fonti di alimentazione che non richiedono la combustione?

Premesso che il teleriscaldamento va inteso come un servizio al pari ad acquedotto e rete gas, quindi indipendente da impianto termovalorizzatore, il progetto prevede già l'alimentazione con fonti rinnovabili.
E’ importante dire in modo chiaro che grazie a quanto proposto dall’Amministrazione Comunale di Valmadrera, il Teleriscaldamento sarà completamente slegato dal forno.
Il progetto del Teleriscaldamento ha recepito tutte le indicazioni che l’Assemblea nel luglio 2017 ha deliberato con larga maggioranza. Come Amministrazione di Valmadrera abbiamo approvato una convenzione che rimarcava tali indicazioni: noi riteniamo questo un ottimo risultato. Il bando è in corso e quindi non più modificabile, prevede un futuro con fonti di alimentazione ad energia rinnovabile, comprese ad esempio biomasse e quindi a combustione. Nel bando verrà premiato però chi proporrà soluzioni a più basso livello emissivo per unità di potenza.
Intendiamoci sui termini: l’appalto non è prossimo, bensì è prossima la gara per l’aggiudicazione dell’appalto. Su questo aspetto Valmadrera è stata chiara e continuerà a farlo anche sotto la mia amministrazione, se sarò chiamato a fare il Sindaco. La rete si potrà realizzare solo ed esclusivamente se verrà dimostrata la fattibilità tecnica ed economica di una rete alimentabile a fonti non fossili in un prossimo futuro. Queste indicazioni sono state date dai Consigli Comunali di Valmadrera, Lecco e Malgrate al C.d.A. di Silea. Si tratta però di una gara economicamente più vantaggiosa e qualsiasi proposta di finanza che non dimostri nel breve periodo il non ricorso ai rifiuti o fonti fossili sarà esclusa dalla gara. In merito alla valutazione del progetto oggi non posso dare risposte perché il progetto è oggetto della gara. La progettazione del Politecnico è oggi superata e i concorrenti dovranno produrre una nuova progettazione con il ricorso progressivo sino al totale ed esclusivo utilizzo di fonti rinnovabili.

7) Quali impegni ufficialmente prenderà a tutela dei cittadini?

Se parliamo di termovalorizzatore penserei ad una commissione tecnica di figure altamente professionali del settore che siano Indipendenti, non politiche e che vengano nominate dai comuni di Valmadrera, Civate, Malgrate, Galbiate ed Oggiono ed un rappresentante da Silea (sempre indipendente) – questo come già avviene in Regione Lombardia in altre realtà simili alla nostra.
Questa commissione dovrà monitorare periodicamente (ogni 3 mesi) l’attività del termovalorizzatore. Il tutto a spese della società, questo è l’elemento più sicuro che i sindaci potranno adottare per tutelare la salute dei cittadini nella forma più autonoma e trasparente.

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